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Non facciamoci spaventare dal digitale che avanza

Ritratto di b.barbaro@cmtrading.it
Barbara Barbaro (Responsabile Business Unit Conservazione Digitale) bio
Si è laureata in Lettere e Filosofia presso l’Università la Sapienza di Roma ed ha acquisito competenze come archivista presso il Ministero dei Beni e delle Attività culturali. Ha potenziato il suo percorso formativo presso i Workshop di Approfondimento dell'Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano ed è regolarmente riconosciuta con la qualifica di Responsabile della Conservazione Digitale, con livello ADVANCED, presso ANORC (Associazione Nazionale per Operatori e Responsabili della Conservazione Digitale). E’ stata relatrice al workshop “PMI digital edge: la dematerializzazione dei documenti quale strumento di efficienza e di saving” presso UNINDUSTRIA – Roma. Cura gli aspetti normativi in materia di firme digitali e dematerializzazione e coordina il sistema di conservazione digitale per i clienti del Gruppo CMT, supportandoli in tutti gli aspetti consulenziali ed operativi.
Normativa,
Sabato, 22 Dicembre, 2018
Conservazione digitale

La cultura della comunicazione digitale ha rivoluzionato modelli e processi di gestione aziendale, la strategia per la crescita digitale e le azioni di intervento dedicate alla sanità digitale, alla pubblica amministrazione, all’istruzione con “la buona scuola digitale”, fino alle più recenti misure di obbligo di fatturazione elettronica verso le amministrazioni pubbliche e quelle in fieri verso i privati hanno permesso che servizi come il Piano Crescita Digitale (con le piattaforme on line in pieno spirito open source) o processi quali PEC, Firme Digitali, E-Fattura, Conservazione Digitale, Spid, abbiano acquisito un loro forza d’uso, modificando le modalità di gestione dei processi verso il click. Gesti semplici e veloci che hanno accorciato distanze e reso la comunicazione più fruibile ed accessibile, immediata, disponibile e sicura.

Le stesse istituzioni governative in 25 anni di storia, partendo dall’AIPA (1993), poi CNIPA (2003), rifondata in DigitPA (2009) per approdare all’attuale Agenzia per l'Italia digitale (AgID - 2014) hanno avvertito l’esigenza di promuovere l'innovazione digitale nel Paese, contribuendo alla creazione di nuove conoscenze ed alla diffusione di nuove opportunità di sviluppo economico, culturale e sociale attraverso l’emanazione di linee guida, di regolamenti e standard, con gli accreditamenti dei soggetti certificatori in ambito digitale (Certification Authority o Conservatori Accreditati) in linea con le misure ed i provvedimenti assunti dallo Stato nelle varie materie di competenza (come l’obbligo di fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione e l’imminente fattura elettronica verso i Privati).

Questo dimostra che non è stato semplice “dematerializzare” la cultura dell’analogico a favore della digitalizzazione dei processi, tanto che il Legislatore ha innanzitutto dovuto definire sin dall’inizio cosa fosse il documento informatico «rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti» (CAD - D. Lgs 82/2005), attribuendogli requisiti che ne identificassero idoneità a soddisfare la forma scritta e il valore probatorio.

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