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Fattura elettronica, quali errori da evitare in fase di compilazione ed emissione.

Alcuni degli errori più comuni in fatto di fatturazione elettronica possono essere evitati con alcune accortezze.  

Prima di tutto è bene conoscere in modo approfondito i vincoli imposti dal tracciato XML.

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate sono disponibili in formato tabellare excel le specifiche tecniche dei tracciati XML per le diverse tipologie di fattura (fattura ordinaria, semplificata e fattura PA).

Bisogna prestare attenzione all’uso dei caratteri speciali, perché il tracciato XML non ne supporta alcuni  largamente usati invece nella vecchia modalità di fatturazione:  la & presente in molte anagrafiche aziendali, ma anche il simbolo delle valute ($, €, ecc.), la %, i trattini. 

Alcuni software di fatturazione, come il nostro, consentono di controllare il file prima dell’invio o avvertire se ci sono errori di questo tipo all’interno delle fatture. 

Importante è conoscere le cause di scarto di una fattura elettronica e acquisire dimestichezza con la nomenclatura usata dallo SdI negli esiti e nelle notifiche, di seguito alcuni esempi che potrebbero generare una notifica di scarto:

  • Assenza di dati obbligatori prescritti dalla disciplina IVA (ad esempio partita IVA dei soggetti coinvolti, data di emissione, numero della fattura);
  • Presenza di incongruenze tra i dati indicati (ad esempio l’indicazione di una aliquota IVA uguale a zero senza l’indicazione della motivazione per la non imponibilità, l’indicazione di un’aliquota pari a zero ma con valorizzazione dell’imposta dovuta);
  • Duplicazione di fattura (stesso numero, stesso cedente/prestatore e anno – attenzione in presenza di sezionali IVA);
  • Indicazione di una data fattura successiva a quella del giorno di invio;
  • Comunicazione del codice destinatario in lettere minuscole. Il sistema lo riconosce solo quando sia composto da lettere MAIUSCOLE e/o numeri in cifra.
  • Qualora si decida di indicare un codice IBAN per ricevere i pagamenti (dato non obbligatorio), l’IBAN deve essere formalmente corretto, pena lo scarto.

Inoltre non bisogna confondere l’esito “mancata consegna” con lo “scarto”, perché nel primo caso significa solo che lo SdI non è riuscito a trovare il canale telematico(Codice Destinatario o Pec) che il destinatario ha associato alla sua partita iva o codice fiscale nel momento in cui si è registrato nell’area riservata dell’Agenzia dell’Entrate, quindi la fattura è correttamente emessa solo che verrà recapitata all’interno del cassetto fiscale del cliente. 
Nello scarto invece la fattura va rigestita e riemessa. Ai fini fiscali e contabili è bene sapere che per registrare la fattura bisogna attendere la notifica di esito dello SdI, e quindi è importante conoscere la cronistoria delle notifiche e degli esiti ricevuti; il nostro software prevede l’applicativo My Status che consente di visualizzare sempre l’ultimo esito effettivo delle fatture attive.

Contattateci per una consulenza gratuita compilando il form o chiamando il numero 06.8125553 - 313

Fonte: Agenzia Digitale, 12 febbraio 2019

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