Non facciamoci spaventare dal digitale che avanza

La cultura della comunicazione digitale ha rivoluzionato modelli e processi di gestione aziendale, la strategia per la crescita digitale e le azioni di intervento dedicate alla sanità digitale, alla pubblica amministrazione, all’istruzione con “la buona scuola digitale”, fino alle più recenti misure di obbligo di fatturazione elettronica verso le amministrazioni pubbliche e quelle in fieri verso i privati hanno permesso che servizi come il Piano Crescita Digitale (con le piattaforme on line in pieno spirito open source) o processi quali PEC, Firme Digitali, E-Fattura, Conservazione Digitale, Spid, abbiano acquisito un loro forza d’uso, modificando le modalità di gestione dei processi verso il click. Gesti semplici e veloci che hanno accorciato distanze e reso la comunicazione più fruibile ed accessibile, immediata, disponibile e sicura.

Le stesse istituzioni governative in 25 anni di storia, partendo dall’AIPA (1993), poi CNIPA (2003), rifondata in DigitPA (2009) per approdare all’attuale Agenzia per l'Italia digitale (AgID - 2014) hanno avvertito l’esigenza di promuovere l'innovazione digitale nel Paese, contribuendo alla creazione di nuove conoscenze ed alla diffusione di nuove opportunità di sviluppo economico, culturale e sociale attraverso l’emanazione di linee guida, di regolamenti e standard, con gli accreditamenti dei soggetti certificatori in ambito digitale (Certification Authority o Conservatori Accreditati) in linea con le misure ed i provvedimenti assunti dallo Stato nelle varie materie di competenza (come l’obbligo di fattura elettronica verso la Pubblica Amministrazione e l’imminente fattura elettronica verso i Privati).

Questo dimostra che non è stato semplice “dematerializzare” la cultura dell’analogico a favore della digitalizzazione dei processi, tanto che il Legislatore ha innanzitutto dovuto definire sin dall’inizio cosa fosse il documento informatico «rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti» (CAD - D. Lgs 82/2005), attribuendogli requisiti che ne identificassero idoneità a soddisfare la forma scritta e il valore probatorio.

 

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